Investiamo sugli studenti inglesi
Testata: La Stampa, Torino, 10 febbraio 2011
Autore: Emanuele Chieli, Guido Meak, Edoardo Riccio
Investiamo sugli studenti inglesi
LA LETTERA
Ospitiamo questa lettera aperta di tre professionisti torinesi, ex studenti dell'Università, tutti con esperienza di studio all'estero. Alcuni articoli apparsi di recente su «La Stampa» e altre testate europee hanno evidenziato le conseguenze del forte aumento delle tasse universitarie nel Regno Unito e del parallelo taglio al finanziamento pubblico del sistema formativo da parte del governo inglese: si stima che oltre 220 mila giovani britannici vedranno rifiutate le loro domande di ammissione all'università per il prossimo anno accademico, mentre a quelli ammessi sarà richiesto il versamento di rette quasi triplicate. La notizia, a prima vista di scarso interesse in Italia, in realtà nasconde una grande opportunità. È infatti molto probabile che nei prossimi anni migliaia di ragazzi e ragazze inglesi cercheranno una buona università all'estero. Questa convinzione è avvalorata dalle statistiche che dimostrano come per i giovani europei le frontiere nazionali sempre meno rappresentino un vincolo nella scelta del percorso formativo. Dobbiamo cogliere quest'opportunità! Perché non muoverci proattivamente, concentrando e coordinando le energie, per attrarre nuovi talenti nel sistema universitario cittadino? Lo sforzo dovrebbe vedere coinvolti tutti: l'Università, il Politecnico, le numerose scuole presenti sul territorio, le istituzioni e, necessariamente, il mondo delle imprese, che potrebbe trarre grande vantaggio dalla maggiore disponibilità di personale internazionale. Sappiamo bene che Torino offre un'eccellente qualità formativa. Occorre solo comunicarlo all'estero con gli strumenti adatti. Bisognerà spiegare che Torino offre un'ampia scelta di materie, didattica e ricerca e raccontare della crescita continua del numero di corsi in inglese. Si dovranno enfatizzare anche le opportunità ludiche e culturali che Torino e il territorio possono offrire, con spiagge e piste innevate a breve distanza, una ricca scena artistica e musicale, un'intensa vita notturna. Servirebbe un piano su più anni, che inizi con la selezione dei corsi universitari più vendibili sui mercati anglosassoni, la raccolta dei fondi necessari per la comunicazione, la definizione dei criteri per selezionare i migliori studenti e la pianificazione di periodi formativi presso le nostre imprese. C'è una concreta possibilità di portare a Torino, con un minimo investimento, migliaia di giovani talenti stranieri: un volano per il sistema universitario, un'opportunità di internazionalizzazione per il tessuto produttivo, un incentivo per attrarre investimenti sul territorio e, non ultimo, una grande occasione di sviluppo culturale per i nostri studenti.
Emanuele Chieli, Guido Meak, Edoardo Riccio
Pubblicato: il 10 febbraio 2011
TAG: università, futuro
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